Santuario di Giunone Sospita

Sia il versante Occidentale che quello Orientale dell’acropoli lanuvina erano interessati da terrazzamenti artificiali e da portici pertinenti al Santuario di Giunone Sospita.

Purtroppo delle strutture presenti sul lato Orientale a noi non è più rimasta traccia mentre il lato Occidentale, nonostante le devastazioni subite nell’ultima guerra, mostra una serie di importanti strutture architettoniche.

La storia

Le strutture attualmente preservate sono: un pilone costruito in opera quadrata che in antico aveva la funzione di immettere all’interno dell’area sacra, un grandioso portico che seguiva le linee naturali del colle, una porzione di muro a nicchie con una porta che da accesso ad una serie di cunicoli di captazione idrica scavati nella roccia, un ninfeo.

Il portico partiva dal pilone in opera quadrata con direzione ovest e , dopo una piccola deviazione verso sud, seguiva per 120 mt. il lato della collina andandosi ad arrestare di fronte al muro a nicchoie sopramenzionato.

Il portico realizzato con la tecnica dell’opus reticulatum è costituito da una serie di semicolonne doriche che presentano, alla stessa altezza, dei ricorsi in mattoni. Era originariamente a due piani come dimostrato, grazie agli scavi condotti sul finire dell’800, dal rinvenimento, in posizione di crollo, della parte superiore delle volte che presentavano tracce di mosaico. E’ ipotizzabile che anche il secondo piano del portico fosse composto da semicolonne di ordine dorico. L’intero complesso architettonico cronologicamente si colloca alla metà del I sec. a.C. e la sua edificazione può essere messa in relazione all’ascesa di L. Licinius Murena, personaggio di origine lanuvina che nel 62 a.C. rivestì il consolato. Allo stesso personaggio va attribuita anche la donazione  dello splendido gruppo equestre marmoreo, che secondo Coarelli era una trasposizione in marmo dell’originale gruppo bronzeo raffigurante Alessadro Magno e gli ufficiali macedoni caditi nella battaglia del Granico opera di Lisippo, gruppo che probabilmente era collocato davanti la porta d’ingresso  dell’acropoli lanuvina. Il modello architettonico a cui si ispira il Santuario lanuvino, cioè la realizzazione degli imponenti terrazzamenti, va ricercato in ambiente ellenistico, ed i confronti più stringenti si trovano nell’Asklepieion di Cos e nel Santuario di Athena Lindia a Rodi, con la differenza che quest’ultimi sono realizzati in opera quadrata, mentre il Santuario lanuvino, insieme ad altri Santuari coevi dell’area laziale e campana, sono realizzati con l’opera cementizia e paramento esterno che è diverso a seconda della sua cronologia.

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Davide Battista
Consulente, Enolan

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